Dal 18 novembre 2015 è in vigore il Decreto 3 agosto 2015, il nuovo “Testo Unico” o “Codice di prevenzione” che prevede la semplificazione normativa e lo snellimento delle procedure antincendio.

Il "Codice di Prevenzione Incendi" costituisce un unico testo organico e sistematico finalizzato alla regolamentazione di tutte le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco e può essere utilizzato anche per le attività non soggette.

I professionisti antincendio assumeranno la responsabilità delle misure di prevenzione incendi da adottare, in modo tale da semplificare le procedure burocratiche, così come già delineato con il D.P.R. 151/2011.

Si prevede che il Testo Unico, nel tempo, sostituirà tutte le previgenti regole tecniche e pertanto potrà applicarsi a tutte le attività, semplificherà la progettazione antincendio, le regole diventeranno di carattere prestazionale e sarà favorito l'utilizzo dell'ingegneria antincendio.

Nel Codice, di carattere non più prescrittivo ma prestazionale, sono privilegiate le soluzioni più semplici, sono presenti più soluzioni che valorizzano l'ingegneria antincendio, sono considerate le diverse abilità delle persone, la loro presenza temporanea o permanente, se sono sveglie o dormienti.

Il Codice si applica alle nuove attività ed a quelle esistenti prive di Regola Tecnica Verticale, per le quali si rimanda ai Decreti previgenti.
Non variano i procedimenti di prevenzione incendi, e non sono previste ulteriori obblighi per le attività già in regola con il D.P.R. 151/2001.

Il Testo Unico determina le misure adeguate a minimizzare il rischio di incendio, in termini di probabilità e di gravità, atte a garantire gli obiettivi essenziali di sicurezza della vita umana, di incolumità delle persone e di tutela dei beni e dell'ambiente.

La metodologia utilizzata dal Testo unico prevede le seguenti strategie antincendio, correlate alla valutazione del rischio dalla quale vengono stabiliti i diversi livelli prestazionali richiesti (I, II, III, IV, V):

  • S.2 Resistenza al fuoco
  • S.3 Compartimentazione
  • S.4 Esodo
  • S.5 Gestione della sicurezza antincendio
  • S.6 Controllo dell’incendio
  • S.7 Rivelazione ed allarme
  • S.8 Controllo di fumi e calore
  • S.9 Operatività antincendio
  • S.10 Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio

A tale scopo sono state introdotte tre tipologie di profili di rischio:

  • R_vita, profilo di rischio relativo alla salvaguardia della vita umana; (attribuito per ciascun compartimento)
  • R_beni, profilo di rischio relativo alla salvaguardia dei beni artistici, strategici ed economici; (attribuito per l’intera attività)
  • R_ambiente, profilo di rischio relativo alla tutela dell'ambiente dagli effetti dell'incendio (attribuito per l’intera attività)

L’allegato nella Sezione G al punto 3 del Codice, “Determinazione dei profili di rischio delle attività”, determina:

  • la metodologia per valutare quantitativamente i due profili di rischio Rvita ed Rbeni,
  • i criteri per valutare il profilo di rischio Rambiente.

In base agli obiettivi di sicurezza che devono essere raggiunti, i livelli di prestazione alle misure antincendio relativi alle strategie antincendio da adottare, sono determinati in funzione dei profili di rischio Rvita Rbeni Rambiente dell'attività.

Il progettista può definire livelli di prestazione differenti da quelli proposti e deve dimostrare il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza antincendio.

Vengono inoltre introdotti i concetti di “misure convenzionali” e di “misure alternative” che possono essere adottate dal professionista durante le fasi di progettazione.
Vengono definite come:

  • Soluzione conforme: soluzione progettuale di immediata applicazione nei casi specificati, che garantisce il raggiungimento del collegato livello di prestazione.
  • Soluzione alternativa: soluzione progettuale alternativa alle soluzioni conformi. Il progettista e tenuto a dimostrare il raggiungimento del collegato livello di prestazione impiegando uno dei metodi di progettazione della sicurezza antincendio.

Applicando la nuova normativa si può prevedere una sensibile riduzione (anche oltre il 10%) dei costi connessi all'adeguamento delle attività alla prevenzione degli incendi.


Normativa di riferimento:

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